Da Klarissa Pica*, assegnista di ricerca e dal 2025 Consigliere Direttivo di Mare Libero APS, riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo inserito nella pubblicazione di ricerca dell’Università IUAV di Venezia “Spiaggia Italia“ **.
L’autrice analizza le trasformazioni delle coste italiane alla luce dei processi di urbanizzazione turistica, privatizzazione degli arenili e crisi ecologica dei territori litoranei.
A partire dal secondo dopoguerra, lo sviluppo delle seconde case e delle infrastrutture balneari ha prodotto un modello insediativo lineare e frammentato, spesso privo di adeguata pianificazione, che ha alterato l’equilibrio tra terra e mare e ridotto progressivamente l’accessibilità pubblica al litorale. La diffusione delle concessioni balneari ha infatti trasformato ampie porzioni di costa in spazi economicamente sfruttati ma socialmente selettivi.
In questo quadro assume un ruolo centrale la direttiva europea sui servizi (Direttiva Bolkestein), che impone procedure competitive e temporaneità nelle concessioni demaniali, mettendo in discussione il sistema italiano delle proroghe automatiche e delle gestioni consolidate. Il dibattito sulla sua applicazione evidenzia una tensione strutturale tra tutela della concorrenza, difesa delle economie locali, diritto collettivo all’accesso al mare e necessità di una gestione sostenibile del bene costiero.
Nell’articolo si evidenzia come la Bolkestein vada interpretata non solo come questione giuridico-amministrativa, ma come occasione per ripensare il rapporto tra demanio marittimo, interesse pubblico e progetto territoriale. La riforma delle concessioni emerge come passaggio cruciale per ridefinire i criteri di accesso, uso e valorizzazione delle coste, orientandoli verso maggiore trasparenza, equità e qualità ambientale.
La costa viene infine proposta come infrastruttura socio-ecologica e bene comune, da governare attraverso modelli integrati e partecipativi capaci di affrontare simultaneamente pressioni turistiche, cambiamenti climatici e nuove domande di giustizia territoriale.
Leggi qui l’articolo completo.
* Klarissa Pica si laurea con lode in Pianificazione e Politiche per la Città, il Territorio e l’Ambiente presso l’Università Iuav di Venezia. Consegue il dottorato in Urbanistica nel 2024 con una ricerca che esplora le ricadute socio-spaziali della gestione costiera, ottenendo il Premio Giovanni Ferraro 2025. Dal 2020 è assistente alla didattica presso l’Università Iuav di Venezia, dal 2023 è assegnista di ricerca al Centro superiore C. Scarpa e membro del gruppo di ricerca Urbicide Task Force.
** “Spiaggia Italia“, curato da Lorenzo Fabian, Andrea Fantin, Jacopo Galli ed Elisa Vendemini (Anteferma Edizioni, 2025/2026), è una pubblicazione di ricerca dell’Università IUAV di Venezia. Il volume indaga le coste italiane come spazi centrali e strategici, proponendo visioni progettuali e critiche tra memoria e futuro del paesaggio costiero. Ripensare le coste non come margini da proteggere, ma come spazi centrali, proponendo scenari sostenibili per amministratori e progettisti

