L’AGCM torna all’attacco per fermare le proroghe

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato torna all’attacco sulle concessioni balneari e invita Comuni e Regioni a fermare le proroghe e ad avviare subito gare pubbliche realmente competitive. In una segnalazione inviata alla Conferenza Stato-Regioni e all’Anci, l’Antitrust denuncia «criticità concorrenziali» nell’assegnazione delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali per attività turistico-ricreative e sportive.

L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, dopo numerosi ricorsi ai Tar a seguito delle denunce di Mare Libero,  ha voluto rafforzare, con una segnalazione  argomentata, le sue critiche alle Amministrazioni che continuano ad applicare procedure che di fatto “cristallizzano” le procedure di assegnazione e, di conseguenza, ostacolano anche la riorganizzazione dei litorali, con la quale Mare libero chiede maggiori spazi per la libera fruibilità.
Ma vediamo nel dettaglio le considerazioni dell’AGCM.

Stop alle proroghe fino al 2027

Nel mirino dell’Autorità ci sono le estensioni automatiche delle concessioni in essere fino al 30 settembre 2027 (e in alcuni casi al 31 marzo 2028), introdotte dalle recenti modifiche alla legge 118/2022. Secondo l’Antitrust, tali proroghe si pongono in contrasto con l’articolo 49 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e con l’articolo 12 della  Direttiva 2006/123/CE, la cosiddetta Bolkestein, che impone procedure selettive imparziali e trasparenti quando le risorse sono scarse.

Le amministrazioni concedenti, si legge nella segnalazione, avrebbero dovuto disapplicare la normativa nazionale incompatibile con il diritto europeo e bandire gare pubbliche. Anche la giurisprudenza amministrativa – dal Consiglio di Stato ai Tar – ha ribadito l’illegittimità delle proroghe generalizzate, ritenendole incompatibili con i principi di concorrenza e libertà di stabilimento.

Per l’Autorità, il rinvio delle gare senza un cronoprogramma certo finisce per cristallizzare le posizioni degli attuali concessionari, impedendo l’ingresso di nuovi operatori e ritardando l’apertura del mercato.

Gare pubbliche sì, ma davvero competitive

Oltre alle proroghe, l’Antitrust contesta anche l’impianto delle nuove procedure previste dalla legge 118/2022, giudicato non idoneo a garantire un reale confronto concorrenziale.

Tra i punti critici:

  • Modello procedurale: bocciate le forme su istanza di parte (come il meccanismo del “rende noto” previsto dal Codice della navigazione), ritenute inadeguate rispetto agli standard di trasparenza richiesti dal diritto Ue.

  • Criteri di valutazione: eccessivo peso alla pregressa esperienza maturata in concessione o alla dipendenza economica dalla stessa, elementi che favorirebbero gli operatori già presenti sul mercato.

  • Durata delle concessioni: deve essere proporzionata agli investimenti richiesti e limitata al tempo necessario per recuperarli, evitando affidamenti eccessivamente lunghi che soffocano la concorrenza.

Il nodo dell’indennizzo

Particolarmente delicata la questione dell’indennizzo al concessionario uscente. La normativa attuale prevede un “diritto” all’indennizzo, comprensivo non solo degli investimenti non ammortizzati ma anche di una remunerazione ritenuta equa.

Per l’Antitrust, si tratta di una previsione che rischia di trasformarsi in una barriera all’ingresso: imporre al nuovo concessionario il pagamento di somme elevate può scoraggiare la partecipazione alle gare e creare un vantaggio competitivo per l’uscente. L’indennizzo, secondo l’Autorità, dovrebbe essere limitato ai soli investimenti non ancora ammortizzati e giustificato da un effettivo legittimo affidamento.

Dubbi anche sulla possibilità di attribuire punteggi premianti a chi offra una maggiorazione dell’indennizzo: un criterio che, secondo l’Autorità, altera la par condicio tra concorrenti.

Canoni e offerta economica

L’Antitrust invita inoltre a valorizzare maggiormente l’offerta economica in sede di gara, consentendo eventuali rialzi sul canone base, purché questo rifletta il reale valore economico e turistico del bene. L’obiettivo è duplice: stimolare la competizione e garantire maggiori entrate pubbliche, oggi considerate sottodimensionate rispetto al valore delle aree demaniali. (1)

Project financing sotto osservazione

Un ulteriore capitolo riguarda il ricorso al project financing per l’assegnazione delle concessioni. L’Autorità esprime forti perplessità, soprattutto per il diritto di prelazione riconosciuto al promotore, che può ribaltare l’esito della gara adeguando la propria offerta a quella migliore.

Secondo l’Antitrust, il ricorso a questo strumento dovrebbe essere limitato a casi eccezionali, caratterizzati da investimenti di particolare complessità, e accompagnato da una motivazione puntuale sull’interesse pubblico perseguito.

L’appello finale

In chiusura, l’Autorità ribadisce la necessità di abbandonare definitivamente proroghe e rinnovi automatici e di procedere senza ulteriori ritardi all’indizione di gare pubbliche conformi ai principi di trasparenza, imparzialità e non discriminazione.


(1) Come Mare Libero, sosteniamo da sempre la necessità di applicare canoni commisurati agli effettivi ricavi, soprattutto per destinarli in parte alla gestione pubblica locale delle spiagge libere.

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