In questi giorni frenetici pre-elettorali, notiamo con disappunto e notevole disgusto, che le forze politiche, invece di concentrarsi sui programmi da proporre agli elettori per poi valutare in base ad essi le coalizioni da presentare,  stanno mostrando il peggio, al quale non c’è mai limite, della loro essenza patologica rappresentato dalla logica spartitoria dei collegi elettorali che tenderanno inevitabilmente a privilegiare i vari “cerchi magici” degli amici degli amici (destra, sinistra, centro sono speculari, intercambiabili sotto questo aspetto), solo per conservare le rendite di posizione acquisite negli anni senza confrontarsi nel merito con noi elettori, che fino a prova contraria siamo “gli azionisti” che dovremmo legittimare il loro operato.

Il Coordinamento Nazionale Mare Libero ha posto da tempo alla classe politica il tema, da lustri trascurato, della difesa e tutela del  “demanio marittimo” e degli aspetti ad esso connessi:

a) diritto di tutti di accedere liberamente e gratuitamente alla battigia;

b) equilibrio tra spiagge in concessione e spiagge libere-attrezzate nei singoli comuni costieri;

c) ecosostenibilità ambientale che deve obbligatoriamente guidare ogni intervento che venga realizzato sulle aree demaniali marittime, sia dai privati concessionari che dalle pubbliche istituzioni preposte in materia;

d) coinvolgimento delle associazioni portatrici di interessi diffusi e/o collettivi ambientalistici-demaniali nei procedimenti di elaborazione programmatoria e/o decisionale a tutti i livelli istituzionali;

e) danno erariale di cui è responsabile lo Stato nel non richiedere ai concessionari canoni equi e proporzionali agli ingenti guadagni (report Corte dei Conti) di cui essi beneficiano utilizzando un bene di tutti, a detrimento dei numerosi servizi a tutela e a favore del cittadino ( in primis quello del salvamento) che il pubblico invece potrebbe erogare con i maggiori introiti derivanti da canoni non irrisori;

f) recepimento del diritto euro-unitario e di quanto sentenziato dalla elaborazione giurisprudenziale, costituzionale, amministrativa, ordinaria ed unionale, in materia di concessioni demaniali marittime a scopo turistico ricreativo;

g) definizione di una quota del canone annuo concessorio da riservare allente concedente e da destinare a interventi di difesa delle coste e delle sponde e del relativo capitale naturale e di miglioramento della fruibilità delle aree demaniali libere.

In buona sostanza da quando ci siamo costituiti nel 2019 abbiamo posto il tema delle libertà impedite, dei diritti civici negati, della violazione dei principi di parità di trattamento, di eguaglianza, di libera concorrenza (per quella parte di demanio marittimo utilizzato in “modalità concessoria”).

Allo stesso tempo abbiamo stigmatizzato l’abuso nella difesa dei privilegi “demaniali” (privilegi che rappresentano la negazione dei diritti) da parte della politica, totalmente connivente a difesa degli interessi privati in spregio al perseguimento del pubblico interesse al quale dovrebbe essere istituzionalmente deputata.

Non ci siamo certo dimenticati di quei “soggetti istituzionali” scesi in piazza a “marciare” con le fasce tricolori per tutelare le rendite di posizione dei concessionari e non invece per manifestare contro chi impedisce di entrare in spiaggia con una bottiglia d’acqua o contro chi chiede il “pizzo mafioso” per poter accedere alla battigia.

A parte qualche coraggiosa e meritoria presa di posizione di singoli sindaci (Lecce e Bacoli in primis) contro “le prepotenze del sistema”, abbiamo preso atto del totale appiattimento per fini di scambio politico-elettorale (e ci fermiamo qui per pudore) tra istituzioni e lobby dei balneari.

Il Governo Draghi ha proposto un DDL, approvato come legge delega dal Parlamento, che pur con molti punti oscuri, a cominciare da quello degli indennizzi che puzza di incostituzionalità solo appena ci si avvicina per leggerlo, ha posto per la prima volta le basi per un riordino della materia introducendo nella materia concetti prima sconosciuti o interdetti per volontà demaniale a cominciare dal giusto equilibrio tra spiagge in concessione e spiagge libere per continuare con l’ introduzione del principio di libera concorrenza per l’ assegnazione delle concessioni.

Tutti noi esponenti del CO.NA.MA.L. abbiamo una storia, un DNA politico che però mai ci ha impedito di rivolgerci alle componenti istituzionali e politiche, anche a noi vicine, con un linguaggio critico quando ne abbiamo percepito la lontananza alla difesa dei diritti dei cittadini, e di apprezzamento quando ne abbiamo visto, invece, la vicinanza e la tutela.

Notiamo che in questo inizio di campagna elettorale nessuno parla di programmi, di temi, di diritti e di doveri civici, ma solo di “alleanze, di collegi da riservare ai soliti noti della politica, di posti e di numeri”.

Questo modo di concepire, di utilizzare le istituzioni per meri interessi privati e non per finalità pubbliche non ci appartiene adesso e non ci apparterrà il 25 settembre p.v..

Se un programma politico perseguirà (ancora meglio se accoglierà) i temi che da anni sono nella nostra agenda ci sentiremo in dovere di fornire il nostro contributo, previa verifica concreta, diretta e pubblica della condivisione degli obiettivi (non siamo quelli del “voto utile” a prescindere).

Se non riscontreremo tali convergenze e/o propositi nelle varie componenti politiche continueremo le nostre modalità di azione sussidiarie con i cittadini e con l’associazionismo diffuso, lasciando alla politica la responsabilità di rendere conto agli elettori della propria inconsistenza ed inaffidabilità.

Gli obiettivi uniscono, stimolano e aggregano, gli strumenti sono solo al servizio.

Roma-Rimini lì 10.08.2022

IL DIRETTIVO CO.NA.MA.L.